ELEGIE DUINESI RILKE PDF

La notte sta addirittura nella chiusura tra gli amanti. Elegia terza. La sua esistenza raggiunge il suo significato ultimo quando diviene puro spettacolo, pura immagine. Chi, se io gridassi, mi udrebbe poi dagli ordini degli angeli?

Author:Zoloran Dairisar
Country:Hungary
Language:English (Spanish)
Genre:History
Published (Last):26 July 2014
Pages:368
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ISBN:668-3-35834-338-8
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Degli Angeli ciascuno tremendo. E cos mi rattengo e il richiamo di oscuri singhiozzi lo soffoco in gola. Ah, di chi mai ci possiamo valere? Degli Angeli no, degli uomini no, e i sagaci animali, lo notano che, di casa nel mondo interpretato, non diamo affidamento. Oh, e la notte, la notte, quando il vento pregno di cosmico spazio ci smangia la faccia -, a chi non resterebbe la sospirata, che soavemente delude, e che incombe pesante al cuore solitario?

Che sia forse pi lieve agli amanti? Non lo sai ancora? S, certo, le primavere avevano bisogno di te. Tutto questo era compito. Ma lo reggevi tu? E dove la vorresti rifugiare se i grandi, strani pensieri in te vengono e vanno e spesso si stanno, la notte? Ma se ti struggi cos, canta le innamorate. Certo, non ancora abbastanza immortale il loro sentimento famoso. Canta di loro, delle abbandonate, tu quasi le invidi, che ti parvero tanto pi amanti delle plaeate.

Tanto antichi dolori, non dovrebbero, ormai, diventar pi fecondi per noi? Ch non si pu restare, in nessun dove. Voci, voci. Ascolta, mio cuore, come soltanto i Santi ascoltarono un giorno: il grande richiamo li alzava dal suolo; ma essi, impossibili, restavano assorti in ginocchio: cos ascoltavano. Non che tu possa mai reggere la voce di Dio. Ecco fruscia qualcosa da quei giovani morti e viene a te Dove entrassi tu mai nelle chiese di Roma o di Napoli, non ti parlava pacato il loro Destino?

O ti si imponeva una scritta, sublime, come ieri la lapide in Santa Maria Formosa. Che vogliono da me? Certo strano non abitare pi sulla terra, non pi seguir costumi appena appresi, alle rose e alle altre cose che hanno in s una promessa non dar significanza di futuro umano; quel che eravamo in mani tanto, tanto ansiose non esserlo pi, e infine il proprio nome abbandonarlo, come un balocco rotto.

Strano non desiderare quel che desideravi. Strano quel che era collegato da rapporto vederlo fluttuare, sciolto nello spazio. Si dice che gli Angeli, spesso, non sanno se vanno tra i vivi o tra i morti. Infine, non han pi bisogno di noi quelli che presto la morte rap, ci si divezza da ci che terreno, soavemente, come dal seno materno. Ma noi, che abbiamo bisogno di s grandi misteri, - quante volte da lutto sboccia un progresso beato -: potremmo mai essere noi, senza i morti Sarebbe vano il mito, che un giorno, nel compianto di Lino la prima musica, ardita, pervase arida rigidezza, e che sol nello spazio sgomento, a cui un fanciullo quasi divino ad un tratto e per sempre mancava, il vuoto entr in quella vibrazione che ora ci rapisce e ci consola e ci aiuta.

Seconda Elegia Gli Angeli sono tutti tremendi. Chi siete voi? Ma per noi, sentire svanire; ah, noi ci esaliamo, sfumiamo; di brace in brace buttiamo odore pi lieve.

Che giova, egli non pu trattenerci, noi svaniamo in lui e intorno a lui. E la bellezza oh, chi la trattiene? Sul volto la sembianza sorge e spare senza posa.

Oh, sorriso, dove mai? Avr forse sapore di noi il cosmico spazio in cui ci dissolviamo? Gli Angeli non se ne accorgono nel vortice del loro ritorno a se stessi.

Come potrebbero accorgersene. Perch pare che tutto ci voglia nascondere. Vedi, gli alberi sono, le case che abitiamo reggono. Noi soli passiamo via da tutto, aria che si cambia.

Voi vi avvincete. Ne siete sicuri? Ma per questo soltanto chi oserebbe gi essere? Lo so, vi toccate beati cos, perch la carezza trattiene, perch non svanisce quel punto che, teneri, coprite; perch in quel tocco avvertite il permanere puro. Eppure, dopo lo sgomento dei primi sguardi, e lo struggersi alla finestra e la prima passeggiata fianco a fianco, una volta per il giardino, amanti, siete amanti ancora?

Non vi stup sulle attiche stele, la discrezione del gesto umano? Questi maestri della misura sapevano: noi arriviamo fin qui, questo nostro, di toccarci cos, pi forte ci gravano gli Dei. Ma cosa degli Dei.

Lo trovassimo anche noi un umano puro, contenuto, ristretto, una striscia nostra di terra feconda tra fiume e roccia. Perch il nostro cuore ci trascende ancora, come il loro trascendeva loro. Quello che lei riconosce da lungi, il suo ragazzo, anche lui che ne sa del Signor del piacere, che sovente da lui solitario, prima ancora che la fanciulla placasse, spesso come se ella neanche esistesse, levava il capo divino, ah, gocciolante di qual mai imperscrutabile, per chiamare la notte a tumulto infinito.

Oh Nettuno del sangue, oh il suo terribile tridente oh il vento buio del suo petto come da conchiglia ritorta. Ah, dove sono andati gli anni di quando con la tua snella figura soltanto, gli spianavi il Caos ondeggiante?

Quante cose gli celavi cos; rendevi innocua la stanza sospetta di notte, dal tuo cuore che era tutto rifugio infondevi uno spazio pi umano nel suo spazio notturno. Cos, rasserenato, nel suo letto, solvendo la dolcezza della tua lieve figura sotto le palpebre assonnate nel gusto del primo sonno pareva difeso Come si abbandonava.

Quando lasciava il suo cuore, andava oltre le proprie radici, alla potente origine, dove la sua piccola nascita era gi sopravvissuta. E lui come faceva a non amarlo, se gli sorrideva. Quali mai sentimenti eruppero da esseri scomparsi.

Quali mai donne ti odiarono, allora. Quali uomini cupi eccitasti nelle vene del giovane? Bambini morti volevano venire a te

DIE KUNST DES KRIEGES SUN TZU PDF

Rainer Maria Rilke

Duino Castle and the first elegies[ edit ] In , Rilke had completed writing the loosely autobiographical novel, Die Aufzeichnungen des Malte Laurids Brigge The Notebooks of Malte Laurids Brigge in which a young poet is terrified by the fragmentation and chaos of modern urban life. After completing the work, Rilke experienced a severe psychological crisis that lasted for two years. The princess who was twenty years older than Rilke and her husband Prince Alexander — enthusiastically supported artists and writers. Within days, he produced drafts of the first two elegies in the series and drafted passages and fragments that would later be incorporated into later elegies—including the opening passage of the tenth elegy. The third was finished in in Paris , the fourth in early in Munich.

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La sesta Elegia – Rainer Maria Rilke

Like the jet of a fountain, your arched bough drives the sap downward, then up: and it leaps from its sleep barely waking, into the bliss of its sweetest achievement. See: like the god into the swan We, though, linger, ah, our pride is in flowering, and, already betrayed, we reach the late core of our final fruit. The hero is strangely close to those who died young. Being is his ascent: he moves on, time and again, to enter the changed constellation his risk entails. Few could find him there. But Destiny, that darkly hides us, suddenly inspired, sings him into the tempest of his onrushing world.

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Le meravigliose Elegie Duinesi del poeta Rilke: opera eterna della letteratura

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